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Mentre il
feretro del Romano Pontefice Giovanni Paolo II veniva
portato verso l'alto e condotto verso il luogo della
tumulazione, tra gli applausi interminabili, tutti cantavano
il cantico evangelico di Maria: " D'ora in poi tutte le
generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto di me
l'Onnipotente..."
In piazza San Pietro quel venerdì 8 Aprile 2005 c'ero
anch'io a rendere grazie a Dio con il mondo intero per le
meraviglie compiute durante i 27 Anni di Pontificato da Papa
Giovanni Paolo II che ora vive con Dio.
Ripensavo al giorno della sua elezione, quando durante l'ora
di studio pomeridiano in classe (frequentavo in quel 1978 la
prima liceo a Venegono), una radiolina nel cassetto del
banco e un auricolare mi permisero di annunciare a tutti i
compagni la fumata bianca. E di corsa scendere giù le scale
per ritrovarsi in quell'aula TV dove attendere l'annuncio: E
come per tutti, la meraviglia per quello sconosciuto che poi
vedemmo alla Loggia di San Pietro presentarsi come "un uomo
venuto da lontano.
Quella sera, era un martedì, nella preghiera del vespero mi
parvero belle le parole del salmo propostoci dalla
liturgia:"Salva il tuo consacrato" (salmo 19).
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Iniziò così un
percorso di ascolto di questo grande Papa che ha guidato i
miei anni di preparazione al sacerdozio e questi diciotto di
presbiterato.Incancellabili
alcuni ricordi personali. L'occasione del Congresso
Eucaristico Nazionale svoltosi a Milano nel 1983, fu la
prima volta che potei vedere di persona il Papa. Venne a Venegono per celebrare l'Eucaristia con tutti i preti e i
seminaristi. Mi capitò una piccola fortuna: in ogni classe
del Seminario doveva essere estratto un nome di un
seminarista che avrebbe mangiato a tavola con il Santo Padre
nel grande refettorio di Teologia. Io ebbi la fortuna di
essere sorteggiato tra i miei compagni di seconda teologia.
Fu per me un onore ed una gioia, non solo condividere la
mensa eucaristica, ma anche quella conviviale con colui che
era il grande ospite nel nostro Seminario in quel giorno.
Nel novembre successivo, poi, scendemmo a Roma con il
pellegrinaggio di tutta la Diocesi per rendere grazie al
Papa della sua visita a Milano. Ma sempre nella metropoli
lombarda lo incontrammo l'anno successivo quando celebrò in
piazza Duomo la S. Messa nel IV centenario della morte del
suo e nostro grande patrono S. Carlo Borromeo.
Il 10 e 11 maggio 1986 da diacono, io e i miei compagni,
eravamo a Roma per essere ricevuti dal Papa. A me toccò di
presentare la rivista "Scuola Cattolica" del nostro
Seminario.
E poi l'emozione di poter servire la S. Messa in cui
beatificò il Cardinal Ferrari: portai il suo pastorale a
forma di croce.
Indimenticabili gli incontri in occasione delle giornate e
dei raduni giovanili proposti dal Papa e sempre da me
favoriti. Le giornate mondiali della gioventù a Santiago de
Compostela (1989), a Cestockowa (1991), a Parigi (1997) e a
Roma (2000). Ma anche altri incontri: a Castiglione delle
Stiviere nella memoria di S. Luigi Gonzaga (1991), a
Caravaggio (1992), a Loreto (1995).
Ricordo
inoltre con affetto quando a Mantova si avvicinò a noi che
ci accalcavamo alle transenne e gli chiesi una sua
benedizione ed egli mi pose la sua mano sul capo. Ho sempre
ritenuto importante che i giovani a me affidati non
mancassero a questi appuntamenti che permettono di respirare
l'apostolicità, la cattolicità della Chiesa. Con il
passare degli anni ho visto l'amore dei giovani crescere
nei confronti del Papa. Con i ragazzi della Professione di
Fede nel primo sabato di luglio di ogni anno scendevamo a
Roma e nel cortile di San Damaso, alla sera, con il Papa
recitavamo il
S. Rosario, preghiera a lui cara. Anche con i chierichetti
ricordo due meeting importanti a Roma. Non sono mancato
anche ad alcuni appuntamenti con cui Giovanni Paolo II ha
segnato la sua missione: le beatificazioni e le
canonizzazioni: quella già ricordata di Ferrari,
quella di Schuster e di Gianna Beretta Molla. Ma forse
l’esperienza più forte è stata quella del Grande Giubileo.
Già nelle sue prime lettere encicliche ne aveva parlato, e
sembrava un appuntamento così lontano. La lettera “Tertio
Millennio Ad ve- niente” con cui egli indicava una
preparazione remota e prossima al 2000 coincise con la mia
prima nomina a Parroco (1994). Quel documento, quel progetto
che poi radunò anche i progetti pastorali della nostra
Diocesi, ha segnato il mio cammino sacerdotale ed ha formato
quello della comunità di Imberido a me affidata.
La celebrazione del Grande Giubileo mi portò ad incontrare
il Papa più volte: in occasione del suo 80° compleanno per
il Giubileo dei Sacerdoti, per la solennità e la processione
del Corpus Domini, per la GMG a Torvergata, per il
pellegrinaggio ambrosiano nella festa di S. Carlo e nei
giorni precedenti alla chiusura della Porta Santa. E quel
“Duc in altum” a conclusione dell’Anno Santo non ha forse
sostenuto anche il passo del mio trasferimento ad Asso e
Lasnigo?
Queste date vorrebbero testimoniare l’affetto personale con
questo successore di Pietro. A lui sono riconoscente per le
sue autobiografie e per le sue lettere del giovedì Santo che
hanno nutrito la mia spiritualità sacerdotale. Affetto che
ho sempre cercato di trasmettere alle persone a me affidate
leggendo, commentando il suo magistero nell’omelia e nella
catechesi,e promuovendo anche l’incontro con lui. Era
l’agosto 1978 quando, durante le vacanze di quinta ginnasio,
con un altro amico, di notte, in treno scendemmo a Roma per
i funerali di Paolo VI. Anche allora rimasi colpito da
quella bara di legno su cui era aperto il Libro dei Vangeli.
Come accadde in quelle esequie di Papa Montini, il vento ha
voluto anch’esso rendere omaggio a Papa Wojtyla. Una folata
improvvisa, e fino a quel momento imprevedibile ha sfogliato
le pagine del Libro. Tutte. Dalla prima all’ultima.
Dall’ultima alla prima. Il vento ti ha accarezzato, Papa
Giovanni Paolo II. Come ti ha accarezzato mille, e mille
volte, in quella Piazza, nelle celebrazioni eucaristiche,
nelle udienze. Come ti ha accarezzato nei tuoi viaggi
apostolici in tutto il mondo. E il vento, il vento forte
dello Spirito, che soffia dove vuole, ha fatto sentire la
sua voce in quella piazza: “Giovanni Paolo II” “Santo
subito”, o semplicemente “Grazie” da tutto il mondo e anche
dal tuo
FABIO - SACERDOTE
da L'Armonia -
Anno XCV - Maggio 2005 - Numero 5
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