Parrocchia Prepositurale
San Giovanni Battista
Piazza Monsignor Discacciati 3
22033 Asso - CO
Tel 031 681608

 
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Don Fabio Turba
nato a Lecco, ordinato il 13 Giugno 1987


Vicario parrocchiale di Oggiono dal 1987 al 1994
Parroco di Imberido dal 1994 al 2001

Dal 1° Dicembre 2001
Parroco della Parrocchia di Asso e Lasnigo

Mentre il feretro del Romano Pontefice Giovanni Paolo II veniva portato verso l'alto e condotto verso il luogo della tumulazione, tra gli applausi interminabili, tutti cantavano il cantico evangelico di Maria: " D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto di me l'Onnipotente..."
In piazza San Pietro quel venerdì 8 Aprile 2005 c'ero anch'io a rendere grazie a Dio con il mondo intero per le meraviglie compiute durante i 27 Anni di Pontificato da Papa Giovanni Paolo II che ora vive con Dio.
Ripensavo al giorno della sua elezione, quando durante l'ora di studio pomeridiano in classe (frequentavo in quel 1978 la prima liceo a Venegono), una radiolina nel cassetto del banco e un auricolare mi permisero di annunciare a tutti i compagni la fumata bianca. E di corsa scendere giù le scale per ritrovarsi in quell'aula TV dove attendere l'annuncio: E come per tutti, la meraviglia per quello sconosciuto che poi vedemmo alla Loggia di San Pietro presentarsi come "un uomo venuto da lontano.
Quella sera, era un martedì, nella preghiera del vespero mi parvero belle le parole del salmo propostoci dalla liturgia:"Salva il tuo consacrato" (salmo 19).

Iniziò così un percorso di ascolto di questo grande Papa che ha guidato i miei anni di preparazione al sacerdozio e questi diciotto di presbiterato.Incancellabili alcuni ricordi personali. L'occasione del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi a Milano nel 1983, fu la prima volta che potei vedere di persona il Papa. Venne a Venegono per celebrare l'Eucaristia con tutti i preti e i seminaristi. Mi capitò una piccola fortuna: in ogni classe del Seminario doveva essere estratto un nome di un seminarista che avrebbe mangiato a tavola con il Santo Padre nel grande refettorio di Teologia. Io ebbi la fortuna di essere sorteggiato tra i miei compagni di seconda teologia. Fu per me un onore ed una gioia, non solo condividere la mensa eucaristica, ma anche quella conviviale con colui che era il grande ospite nel nostro Seminario in quel giorno.
Nel novembre successivo, poi, scendemmo a Roma con il pellegrinaggio di tutta la Diocesi per rendere grazie al Papa della sua visita a Milano. Ma sempre nella metropoli lombarda lo incontrammo l'anno successivo quando celebrò in piazza Duomo la S. Messa nel IV centenario della morte del suo e nostro grande patrono S. Carlo Borromeo.
Il 10 e 11 maggio 1986 da diacono, io e i miei compagni, eravamo a Roma per essere ricevuti dal Papa. A me toccò di presentare la rivista "Scuola Cattolica" del nostro Seminario.
E poi l'emozione di poter servire la S. Messa in cui beatificò il Cardinal Ferrari: portai il suo pastorale a forma di croce.
Indimenticabili gli incontri in occasione delle giornate e dei raduni giovanili proposti dal Papa e sempre da me favoriti. Le giornate mondiali della gioventù a Santiago de Compostela (1989), a Cestockowa (1991), a Parigi (1997) e a Roma (2000). Ma anche altri incontri: a Castiglione delle Stiviere nella memoria di S. Luigi Gonzaga (1991), a Caravaggio (1992), a Loreto (1995).

Ricordo inoltre con affetto quando a Mantova si avvicinò a noi che ci accalcavamo alle transenne e gli chiesi una sua benedizione ed egli mi pose la sua mano sul capo. Ho sempre ritenuto importante che i giovani a me affidati non mancassero a questi appuntamenti che permettono di respirare l'apostolicità, la cattolicità della Chiesa.  Con il passare degli anni ho visto l'amore dei giovani crescere  nei confronti del Papa. Con i ragazzi della Professione di Fede nel primo sabato di luglio di ogni anno scendevamo a Roma e nel cortile di San Damaso, alla sera, con il Papa recitavamo il
S. Rosario, preghiera a lui cara. Anche con i chierichetti ricordo due meeting importanti a Roma. Non sono mancato anche ad alcuni appuntamenti con cui Giovanni Paolo II ha segnato la sua missione: le beatificazioni e le canonizzazioni:  quella già ricordata di Ferrari, quella di Schuster e di Gianna Beretta Molla. Ma forse l’esperienza più forte è stata quella del Grande Giubileo. Già nelle sue prime lettere encicliche ne aveva parlato, e sembrava un appuntamento così lontano. La lettera “Tertio Millennio Ad ve- niente” con cui egli indicava una preparazione remota e prossima al 2000 coincise con la mia prima nomina a Parroco (1994). Quel documento, quel progetto che poi radunò anche i progetti pastorali della nostra Diocesi, ha segnato il mio cammino sacerdotale ed ha formato quello della comunità di Imberido a me affidata.
La celebrazione del Grande Giubileo mi portò ad incontrare il Papa più volte: in occasione del suo 80° compleanno per il Giubileo dei Sacerdoti, per la solennità e la processione del Corpus Domini, per la GMG a Torvergata, per il pellegrinaggio ambrosiano nella festa di S. Carlo e nei giorni precedenti alla chiusura della Porta Santa. E quel “Duc in altum” a conclusione dell’Anno Santo non ha forse sostenuto anche il passo del mio trasferimento ad Asso e Lasnigo?
Queste date vorrebbero testimoniare l’affetto personale con questo successore di Pietro. A lui sono riconoscente per le sue autobiografie e per le sue lettere del giovedì Santo che hanno nutrito la mia spiritualità sacerdotale. Affetto che ho sempre cercato di trasmettere alle persone a me affidate  leggendo, commentando il suo magistero nell’omelia e nella catechesi,e promuovendo anche l’incontro con lui. Era l’agosto 1978 quando, durante le vacanze di quinta ginnasio, con un altro amico, di notte, in treno scendemmo a Roma per i funerali di Paolo VI. Anche allora rimasi colpito da quella bara di legno su cui era aperto il Libro dei Vangeli. Come accadde in quelle esequie di Papa Montini, il vento ha voluto anch’esso rendere omaggio a Papa Wojtyla. Una folata improvvisa, e fino a quel momento imprevedibile ha sfogliato le pagine del Libro. Tutte. Dalla prima all’ultima. Dall’ultima alla prima. Il vento ti ha accarezzato, Papa Giovanni Paolo II. Come ti ha accarezzato mille, e mille volte, in quella Piazza, nelle celebrazioni eucaristiche, nelle udienze. Come ti ha accarezzato nei tuoi viaggi apostolici in tutto il mondo. E il vento, il vento forte dello Spirito, che soffia dove vuole, ha fatto sentire la sua voce in quella piazza: “Giovanni Paolo II” “Santo subito”, o semplicemente “Grazie” da tutto il mondo e anche dal tuo
FABIO - SACERDOTE

da L'Armonia - Anno XCV - Maggio 2005 - Numero 5