Parrocchia Prepositurale
San Giovanni Battista
Piazza Monsignor Discacciati 3
22033 Asso - CO
Tel 031 681608

 
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FAMIGLIA, ASCOLTA LA Parola di Dio
Proposte di un percorso familiare parrocchiale


Partendo dalle indicazioni del Percorso Pastorale, il Consiglio Pastorale Parrocchiale, venerdì 15 dicembre, ha discusso diffusamente sulle proposte per dare attuazione all’esercizio di ascolto delle famiglie.
Tenendo conto dell’approssimarsi di alcune celebrazioni che già richiamano la famiglia, quali la festa della S. Famiglia (28 gennaio) e la Giornata della vita (4 febbraio), si è pensato di caratterizzare questo periodo del tempo ordinario come ascolto della famiglia e del Vangelo della famiglia.
Le iniziative proposte si possono così riassumere
• Domenica 7 gennaio Festa del Battesimo del Signore – S. Messa delle ore 11 con la presenza delle famiglie dei bambini battezzati durante il 2006.
• Domenica 14 gennaio II Domenica del tempo ordinario – in ascolto del Vangelo delle Nozze di Cana. (E’ il Vangelo proposto dalla liturgia di quel giorno e l’icona scelta dal nostro Arcivescovo per quest’anno)
• Domenica 21 gennaio – Incontro con le famiglie in oratorio e visione del film “Caso mai” di Alessandro D’Alatri: un film rivolto agli sposi e ai genitori per riflettere su tematiche familiari (matrimonio-coppia; genitori-figli; lavoro) per poi discuterne insieme. Prevediamo un “babysitteraggio” per i più piccoli.
• Martedì 23 a Scarenna e venerdì 26 a Lasnigo in chiesa, incontro serale di catechesi tenuto da Don Franco Brovelli.
• Domenica 28 Festa della Santa Famiglia di Nazaret – Da quest’anno, come è proposto dall’Ufficio Pastorale per la famiglia, non celebreremo in questa domenica gli anniversari di matrimonio. Verranno questi celebrati domenica 22 aprile alle ore 9,45 a Lasnigo e alle ore 11 ad Asso. Il desiderio è di far diventare questa festa liturgica la festa di tutte le famiglie.
Avrà la struttura delle “domeniche – IN”; S. Messa, pranzo in Oratorio e tombolata (sia ad Asso, sia a Lasnigo nel pomeriggio).
• Domenica 4 febbraio XXIX giornata per la vita: “Amare e desiderare la vita”.
Saranno invitate alla Messa delle 11 le famiglie dei bambini nati dal 2002 al 2005.
• Domenica 11 febbraio Memoria della Beata Vergine di Lourdes – XV giornata mondiale del malato.
Verrà realizzata un’indagine e una disponibilità per rendere accessibile la partecipazione ad una Messa pomeridiana (ore 15 a Lasnigo e ore16 ad Asso) per gli infermi delle parrocchie durante la quale verrà amministrato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Qualora non fosse possibile tale celebrazione si terrà presso la R.S.A. S. Giovanni.

Fin qui le proposte rivolte a tutte le famiglie delle nostre parrocchie. A metà febbraio il Consiglio Pastorale Parrocchiale si radunerà per verificarne la riuscita e per progettare il cammino quaresimale.
Un grazie anticipato a chi parteciperà, a chi darà un aiuto per la sua realizzazione, a chi farà giungere proposte attraverso i membri del C.P.P.
Con l’augurio di un BUON 2007 per le nostre famiglie e con la preghiera a Maria, Regina della Famiglia, perché ogni casa sia una santa casa e ogni famiglia una santa famiglia.

Don Fabio

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Asso, 16 dicembre 2006
Novena del S. Natale di N.S.G.C.

Carissimi,

ho appena iniziato il mio sesto anno in mezzo a voi! Sento di dover esprimere a Dio e a voi il mio sincero grazie e la mia richiesta di perdono: grazie per quanto ho ricevuto, perdono per quanto non sono riuscito a compiere. A Dio affido il mio ministero sacerdotale in mezzo a voi.

“Mentre il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso Natale di Cristo” (Messale Ambrosiano), vi raggiungo con questo scritto per augurarvi un Santo Natale.

In queste settimane sto passando di casa in casa per incontrarvi. Se non è possibile prima di Natale lo sarà dopo. Voglio infatti incontrare tutte le famiglie della parrocchia di Asso, consapevole, come dice il nostro Arcivescovo nel suo Percorso pastorale dedicato alla famiglia, che:

« Nella tradizione della nostra Diocesi la visita alle famiglie in occasione del tempo natalizio (o pasquale per le parrocchie di rito romano) è sempre stata un’esperienza significativa di conoscenza delle persone e dei loro ambienti di vita. La prospettiva missionaria del nostro Percorso pastorale non può perdere questa intuizione dell’ “andare incontro”, anzi deve valorizzarla studiando le modalità più opportune perché, nel nuovo contesto sociale, ritorni ad essere un’occasione propizia di conoscenza umana e di annuncio evangelico. La visita e la benedizione natalizia delle famiglie – leggiamo nel nostro Sinodo diocesano – “è momento prezioso di presenza cordiale e discreta della comunità parrocchiale nel luogo dove si svolge la vita della famiglia e può diventare un gesto significativo di evangelizzazione” »

In questi incontri desidero pormi in ascolto delle famiglie e del “piccolo vangelo” che voi scrivete nella vostra realtà concreta, alcune volte con esperienze belle e luminose, altre volte con situazioni di fatica, debolezza, crisi, smarrimento. In occasione di questa visita vorrei aiutarvi perché possiate mettervi in ascolto del “Grande Vangelo” – la buona notizia di Gesù -, anzi di Gesù stesso, che con la sua morte in croce ha aperto una sorgente inesauribile di vero amore e di sicura speranza per tutti.

La nostra parrocchia intanto cerca di lavorare perché possa essere più accogliente e vicina alle famiglie e sappia accompagnarle sulla strada dell’ascolto della Parola di Dio, luce e forza per le loro fatiche e per le loro speranze.

Vi chiedo di aspettare con pazienza questo incontro, e soprattutto di farlo seguire da una più consapevole appartenenza alla comunità cristiana che vive in questo territorio. In questi anni abbiamo assistito a una trasformazione non solo urbanistica, ma anche demografica della nostra parrocchia, penso soprattutto a Scarenna. Nuove famiglie e alcune giovani coppie sono giunte tra noi da posti diversi. A loro il mio benvenuto e l’invito alla reciproca conoscenza con chi già qui vive, per una più piena comunione, in vista di una fruttuosa collaborazione ed ecclesiale corresponsabilità.

Maria, Vergine che ha atteso, Madre che ha dato alla luce il figlio di Dio, vi accompagni nel cammino della vita come già fece alle Nozze di Cana, con attenzione e amore, pregando per voi Gesù.

Assicurandovi la mia preghiera, stima e disponibilità, vi saluto e benedico.


Il vostro parroco

Don Fabio Turba

 
 

Passo dopo passo.. .. la GMG
La XX Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si è tenuta in Germania ed è culminata nell' incontro con il Papa Benedetto ha colorato la mia. Erano ormai mesi che facevo il conto alla rovescia. Pensavo ancora alla GMG che avevo vissuto nel 2000 a Roma, al caldo, e in modo particolare alle parole di Giovanni Paolo II durante la veglia a Torvergata: “Carissimi giovani, vedo in voi le sentinelle del nuovo mattino’“. Ora i miei passi, assieme a quelli dei giovani del decanato e a quelli di centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo, si avviavano verso Colonia dove ci attendeva il nuovo Papa Benedetto XVI, che come molti ragazzi/e del gruppo era alla sua prima esperienza di GMG.
Domenica 14 agosto, dopo aver partecipato alla S. Messa, siamo partiti per Colonia. Durante il nostro cammino di avvicinamento abbiamo avuto modo. grazie ai nostri Sacerdoti, di meditare sul tema della 0MG “Siamo venuti ad adorare” (Mt.2.2). Come i Magi venuti dall’Oriente, che si sono lasciati docilmente guidare dalla stella, anche noi ci siamo lasciati guidare dalla preghiera, dalla Parola di Dio e dalla meditazione.
Durante questo cammino di avvicinamento abbiamo visitato diverse città come Monaco di Baviera e Dacau. E’ stata per me un’esperienza molto forte visitare il campo di concentramento, camminare da un padìglione all’altro, percorrere quei viali dove milioni e milioni di uomini, donne e bambini hanno perso la vita. Anche il tempo, con il suo cielo grigio, ha reso ancora più tetro quel luogo. Affacciandomi alla finestra dei dormitori, l’unico colore che vedevo era il grigio e tutt’intorno regnava il silenzio.
Abbiamo partecipato alla S. Messa celebrata da Don Fabio e Don Paolo all ‘interno del campo di concentramento dove la dignità dell’uomo era stata polverizzata, annientata. Nel giorno dell’Assunzione, Maria ci ha ricordato che la morte è l’ultima parola dell’uomo e che Gesù vince la morte perchè è più forte di ogni forza malvagia.
Il nostro viaggio è poi ripreso verso Norimberga, Wittemberg, Berlino, Aquisgrana, Treviri. A Berlino ci siamo recati a vedere la porta di Brandeburgo e quello che resta del muro: i due simboli che per decenni hanno rappresentato la divisione tra la Germania dell’est e dell’ovest.
Siamo cosi giunti a giovedì. Non facevo più il conto alla rovescia con i mesi, ne con i giorni, bensì con le ore. Venerdì mattina all’alba ci siamo svegliati fervorosi ed abbiamo preso il treno che da Hessen ci ha portati a Koeln. Il treno era gremito di pellegrini provenienti dal Brasile, dall’india dalla Germania e da subito la nostra gioia è sfociata in canto ed è continuata sulla piazza del Duomo.
Il pellegrinaggio al Reliquiario dei Re Magi conservato nella cattedrale è stato una forma particolare di catechesi, ci siamo soffermati in preghiera davanti ad esso. I Magi mi hanno ricordato che l’essere pellegrini significa essere in ricerca di Dio e che è necessario essere docili e lasciarsi guidare come loro dalla stella all’ incontro con Dio.
Nel pomeriggio ci siamo incamminati verso i padiglioni della Koelnmesse che durante il regime nazista fungeva da lager. Qui abbiamo vissuto la gioia della riconciliazione con il Padre Il padiglione era diviso in tre aree: nel primo ambiente era esposta la Croce della GIviG, un’icona e la Bibbia ed invitava al raccoglimento e alla preghiera nel secondo ambiente, dedicato alla Riconciliazione, una cinquantina di sacerdoti di diverse lingue era a disposizione per chi si voleva accostare al Sacramento; nell’ultimo ambiente era esposto il Pane Eucaristico: un invito al ringraziamento e all’adorazione.
Sabato mattina, muniti di zaino e sacco a pelo, abbiamo continuato il nostro pellegrinaggio alla volta di Marienfeld. Tante volte si parla di universalità della Chiesa, lì in mezzo a giovani provenienti da ogni continente, ho sentito quanto è grande la Chiesa e ho provato una gioia immensa.
All’inizio della grande veglia mi ha colpito la semplicità del Sommo Pontefice, il suo gesto di allargare le braccia, quasi per volerci abbracciare a uno a uno. Durante la veglia sono state portate all'altare, assieme alla Croce della GMG, la Bibbia e l’icona di Maria, che ci ricorda che Gesù, sulla croce, ci ha dato Sua Madre come Madre nostra. Il Santo Padre ha ripreso poi il brano evangelico ‘E prostratisi io adorarono” (Mt. 2, 11) Nel Bambino che Maria stringeva fra le braccia i Magi hanno riconosciuto e hanno adorato l’atteso delle genti, così noi, oggi, possiamo adorano nell’Eucaristia Come allora, si vela misteriosamente in un santo silenzio, e proprio così svela il vero volto di Dio. Egli è presente come allora in Betlemme, ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione. Pochi istanti dopo Marienfeid è stata illuminata da ottocentomila lumini, segno che Gesù è la luce del mondo, la luce che illumina la nostra vita e vuole togliere dal nostro cuore ogni tenebra. In un ostensorio a forma di sole e stato portato sull'altare il Pane Eucaristico. L’Eucaristia — il Pane della vita — emana una luce: è la stessa luce che i Re Magi hanno visto a Betlemme, e come loro, anche noi ci siamo prostrati in adorazione guardando il maxi-schermo che avevamo davanti, o volgendo da lontano lo sguardo all’altare dove sapevamo che Gesù era presente nell’Eucaristia.
La domenica mattina siamo stati svegliati, oltre che dalla brezza tedesca, anche da Don Paolo che ci invitava a salutare fin dall’aurora il nuovo giorno e a ringraziare Dio per non aver fatto piovere lungo la notte. La GMG è terminata con la celebrazione della S. Messa. Il monito che il Papa Benedetto XVI rilanciava nell’omelia per quest’anno internazionale dell’Eucaristia e per la GMG dedicata all’adorazione è: “Non lasciatevi dissuadere dal partecipare all’Eucaristia domenicale ed aiutate anche gli altri a scoprirla” "E’ bello che oggi, in molte culture, la domenica sia un giorno libero o, insieme col sabato, costituisca addirittura il così detto ‘fine settimana’ libero”. Questo tempo libero, tuttavia, rimane vuoto se non c’è Dio. E’ tempo di missionarietà: “Chi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui”. Solo così dice il Papa, il mondo “Mediante il vostro amore, potrà scoprire la stella che noi seguiamo”.
Un grazie va a Don Fabio e a Suor Bertilla che hanno vissuto con noi l’esperienza della GMG, a Don Paolo che da anni ci accompagna e organizza per noi giovani del Decanato di Asso la settimana di vacanza insieme dandoci la possibilità di fare sempre nuove esperienze e conoscere realtà diverse dalla nostra
Infine un grazie anche a ciascuno di noi., perché con la nostra presenza e voglia di stare insieme abbiamo reso ancor più speciale la GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’.

Debora
 


Ricordando La GMG
Come ho avuto già modo di scrivere su questo mensile, ho partecipato a diverse Giornate Mondiali della Gioventù. Ogni giornata è stata diversa, non solo per il luogo in cui si è celebrata, ma anche per il momento particolare della tua vita in cui ciò avviene.
Sicuramente da tutti è stata espressa l’attesa di vedere come si sarebbe mosso il nuovo Papa in questa GMG. In quei giorni a Colonia mi piaceva pensare a Giovanni Paolo 11 che dalla finestra del cielo ci guardava, sorrideva, incoraggiava e benediceva. Benedetto XVI si è presentato giustamente con la sua personalità e il suo stile in ogni esperienza di cambiamento la cosa importante è che ciascuno sia se stesso, non imitando per forza chi lo ha preceduto; la gente deve essere disponibile ad accogliere la persona per quello che è, per quello che può dare, pur trattandosi di un Papa. Quindi è con grande senso ecclesiale che ho visto mettersi in ascolto del nuovo Papa, forse sobrio in alcune manifestazioni esteriori, nei due interventi, le omelie della Veglia e della S. Messa. ha espresso chiaramente dei punti fondamentali: l’Eucaristia domenicale, il catechismo, il servizio al prossimo, l’appartenenza alla Chiesa locale.
Altro elemento di questa GIVIG è stata la sua celebrazione in un contesto internazionale preoccupante a causa degli attentati terroristici. Non dimentichiamo la strage di Londra e di Sharm Al Sheik che ha allarmato anche le famiglie degli stessi ragazzi partecipanti, temendo per la sicurezza di questo grande raduno di giovani. Invece ancora una volta si è dimostrata nell’ordine e nella convivialità dei giovani la sfida che essi lanciano di costruire un mondo più abitabile in cui le differenze possano convivere.
L’immagine di Chiesa che uno porta a casa dopo la GMG è veramente grande: non sei solo, o in pochi, ma in Cristo senza conoscerli. quanti uomini e donne sono tuoi fratelli nel mondo!
Infine questa giornata è stata segnata per me dal Ministero della Riconciliazione celebrato a Colonia. Incontrando questi giovani ho potuto gioire nell’ascoltare la loro vita e il loro desiderio di accogliere come ‘azia questo evento. In diverse occasioni, a partire da questi incontri, è iniziata in diversi giovani una ricerca vocazionale molto forte, che poi è continuata attraverso cammini ordinari e perseveranti, fino a raggiungere il compimento definitivo. Altre volte queste giornate hanno saputo guarire ferite che segnavano la loro storia, aprendo velocemente scenari nuovi. Molti ragazzi stanno imparando a guardarsi dentro e a camminare: vogliono imparare a camminare comunque, trovandosi bene con se stessi, nelle relazioni, con le proprie scelte. Per me prete questa esperienza afferma ancora la volontà di accompagnare i giovani così come ha ricordato il Papa: i giovani sono “la speranza della Chiesa ma sono anche, nel mondo di oggi, particolarmente esposti al pericolo di essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina’ (Ef 4,14). Hanno dunque bisogno di essere aiutati a crescere e a maturare nella fede (...). Sappiamo bene che molti di loro non sono in grado di comprendere e di accogliere subito lutto l’insegnamento della Chiesa, ma proprio per questo è importante risvegliare in loro l’intenzione di credere con la Chiesa, la fiducia che questa Chiesa, animata e guidata dallo Spirito, è il vero soggetto della fede, inserendoci nel quale entriamo e partecipiamo nella comunione della fede. Affinché ciò possa avvenire, i giovani devono sentirsi amati dalla Chiesa, amati in concreto da noi Vescovi e Sacerdoti. Potranno sperimentare così nella Chiesa l’amicizia e l’amore che ha per loro il Signore, comprenderanno che in Cristo la verità coincide con l’amore”.
Penso che ciò che ha spinto ancora una volta tanti giovani a Colonia è innanzi tutto la voglia di fare una esperienza a livello mondiale, la voglia di immergersi in sapori, suoni, colori e culture di altri continenti e di altri Stati. Ciò che ha mosso tanti giovani è quella voglia di preghiera comunitaria, di preghiera mondiale, che ha radunato oltre un milione di giovani. Abbiamo voluto essere pellegrini, camminando per 12 chilometri, abbiamo voluto conoscere, cantando e ballando con spagnoli, brasiliani, tedeschi ecc., abbiamo voluto essere italiani distinguendoci con le nostre bandiere e con la nostra vitalità, Colonia è stato tutto questo, la GMG è stata tutto questo e non solo. Asso e Lasnigo erano presenti e si sono fatte sentire.
Anche se ora Colonia è lontana, il ricordo è ancora vivo e lo sguardo è verso Sidney.
Don Fabio