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FAMIGLIA,
ASCOLTA LA Parola di Dio
Proposte di un percorso familiare parrocchiale
Partendo dalle indicazioni del Percorso Pastorale, il Consiglio
Pastorale Parrocchiale, venerdì 15 dicembre, ha discusso
diffusamente sulle proposte per dare attuazione all’esercizio di
ascolto delle famiglie.
Tenendo conto dell’approssimarsi di alcune celebrazioni che già
richiamano la famiglia, quali la festa della S. Famiglia (28
gennaio) e la Giornata della vita (4 febbraio), si è pensato di
caratterizzare questo periodo del tempo ordinario come ascolto della
famiglia e del Vangelo della famiglia.
Le iniziative proposte si possono così riassumere
• Domenica 7 gennaio Festa del Battesimo del Signore – S. Messa
delle ore 11 con la presenza delle famiglie dei bambini battezzati
durante il 2006.
• Domenica 14 gennaio II Domenica del tempo ordinario – in ascolto
del Vangelo delle Nozze di Cana. (E’ il Vangelo proposto dalla
liturgia di quel giorno e l’icona scelta dal nostro Arcivescovo per
quest’anno)
• Domenica 21 gennaio – Incontro con le famiglie in oratorio e
visione del film “Caso mai” di Alessandro D’Alatri: un film rivolto
agli sposi e ai genitori per riflettere su tematiche familiari
(matrimonio-coppia; genitori-figli; lavoro) per poi discuterne
insieme. Prevediamo un “babysitteraggio” per i più piccoli.
• Martedì 23 a Scarenna e venerdì 26 a Lasnigo in chiesa, incontro
serale di catechesi tenuto da Don Franco Brovelli.
• Domenica 28 Festa della Santa Famiglia di Nazaret – Da quest’anno,
come è proposto dall’Ufficio Pastorale per la famiglia, non
celebreremo in questa domenica gli anniversari di matrimonio.
Verranno questi celebrati domenica 22 aprile alle ore 9,45 a Lasnigo
e alle ore 11 ad Asso. Il desiderio è di far diventare questa festa
liturgica la festa di tutte le famiglie.
Avrà la struttura delle “domeniche – IN”; S. Messa, pranzo in
Oratorio e tombolata (sia ad Asso, sia a Lasnigo nel pomeriggio).
• Domenica 4 febbraio XXIX giornata per la vita: “Amare e desiderare
la vita”.
Saranno invitate alla Messa delle 11 le famiglie dei bambini nati
dal 2002 al 2005.
• Domenica 11 febbraio Memoria della Beata Vergine di Lourdes – XV
giornata mondiale del malato.
Verrà realizzata un’indagine e una disponibilità per rendere
accessibile la partecipazione ad una Messa pomeridiana (ore 15 a
Lasnigo e ore16 ad Asso) per gli infermi delle parrocchie durante la
quale verrà amministrato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi.
Qualora non fosse possibile tale celebrazione si terrà presso la
R.S.A. S. Giovanni.
Fin qui le proposte rivolte a tutte le famiglie delle nostre
parrocchie. A metà febbraio il Consiglio Pastorale Parrocchiale si
radunerà per verificarne la riuscita e per progettare il cammino
quaresimale.
Un grazie anticipato a chi parteciperà, a chi darà un aiuto per la
sua realizzazione, a chi farà giungere proposte attraverso i membri
del C.P.P.
Con l’augurio di un BUON 2007 per le nostre famiglie e con la
preghiera a Maria, Regina della Famiglia, perché ogni casa sia una
santa casa e ogni famiglia una santa famiglia.
Don Fabio |
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Asso, 16 dicembre 2006
Novena del S. Natale di N.S.G.C.
Carissimi,
ho appena iniziato il mio sesto anno in mezzo a voi! Sento di dover
esprimere a Dio e a voi il mio sincero grazie e la mia richiesta di
perdono: grazie per quanto ho ricevuto, perdono per quanto non sono
riuscito a compiere. A Dio affido il mio ministero sacerdotale in
mezzo a voi.
“Mentre il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso Natale di
Cristo” (Messale Ambrosiano), vi raggiungo con questo scritto per
augurarvi un Santo Natale.
In queste settimane sto passando di casa in casa per incontrarvi. Se
non è possibile prima di Natale lo sarà dopo. Voglio infatti
incontrare tutte le famiglie della parrocchia di Asso, consapevole,
come dice il nostro Arcivescovo nel suo Percorso pastorale dedicato
alla famiglia, che:
« Nella tradizione della nostra Diocesi la visita alle famiglie in
occasione del tempo natalizio (o pasquale per le parrocchie di rito
romano) è sempre stata un’esperienza significativa di conoscenza
delle persone e dei loro ambienti di vita. La prospettiva
missionaria del nostro Percorso pastorale non può perdere questa
intuizione dell’ “andare incontro”, anzi deve valorizzarla studiando
le modalità più opportune perché, nel nuovo contesto sociale,
ritorni ad essere un’occasione propizia di conoscenza umana e di
annuncio evangelico. La visita e la benedizione natalizia delle
famiglie – leggiamo nel nostro Sinodo diocesano – “è momento
prezioso di presenza cordiale e discreta della comunità parrocchiale
nel luogo dove si svolge la vita della famiglia e può diventare un
gesto significativo di evangelizzazione” »
In questi incontri desidero pormi in ascolto delle famiglie e del
“piccolo vangelo” che voi scrivete nella vostra realtà concreta,
alcune volte con esperienze belle e luminose, altre volte con
situazioni di fatica, debolezza, crisi, smarrimento. In occasione di
questa visita vorrei aiutarvi perché possiate mettervi in ascolto
del “Grande Vangelo” – la buona notizia di Gesù -, anzi di Gesù
stesso, che con la sua morte in croce ha aperto una sorgente
inesauribile di vero amore e di sicura speranza per tutti.
La nostra parrocchia intanto cerca di lavorare perché possa essere
più accogliente e vicina alle famiglie e sappia accompagnarle sulla
strada dell’ascolto della Parola di Dio, luce e forza per le loro
fatiche e per le loro speranze.
Vi chiedo di aspettare con pazienza questo incontro, e soprattutto
di farlo seguire da una più consapevole appartenenza alla comunità
cristiana che vive in questo territorio. In questi anni abbiamo
assistito a una trasformazione non solo urbanistica, ma anche
demografica della nostra parrocchia, penso soprattutto a Scarenna.
Nuove famiglie e alcune giovani coppie sono giunte tra noi da posti
diversi. A loro il mio benvenuto e l’invito alla reciproca
conoscenza con chi già qui vive, per una più piena comunione, in
vista di una fruttuosa collaborazione ed ecclesiale
corresponsabilità.
Maria, Vergine che ha atteso, Madre che ha dato alla luce il figlio
di Dio, vi accompagni nel cammino della vita come già fece alle
Nozze di Cana, con attenzione e amore, pregando per voi Gesù.
Assicurandovi la mia preghiera, stima e disponibilità, vi saluto e
benedico.
Il vostro parroco
Don Fabio Turba
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Passo dopo passo.. .. la GMG
La XX Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si è tenuta in
Germania ed è culminata nell' incontro con il Papa Benedetto ha
colorato la mia. Erano ormai mesi che facevo il conto alla rovescia.
Pensavo ancora alla GMG che avevo vissuto nel 2000 a Roma, al caldo,
e in modo particolare alle parole di Giovanni Paolo II durante la
veglia a Torvergata: “Carissimi giovani, vedo in voi le sentinelle
del nuovo mattino’“. Ora i miei passi, assieme a quelli dei giovani
del decanato e a quelli di centinaia di migliaia di giovani di tutto
il mondo, si avviavano verso Colonia dove ci attendeva il nuovo Papa
Benedetto XVI, che come molti ragazzi/e del gruppo era alla sua
prima esperienza di GMG.
Domenica 14 agosto, dopo aver partecipato alla S. Messa, siamo
partiti per Colonia. Durante il nostro cammino di avvicinamento
abbiamo avuto modo. grazie ai nostri Sacerdoti, di meditare sul tema
della 0MG “Siamo venuti ad adorare” (Mt.2.2). Come i Magi venuti
dall’Oriente, che si sono lasciati docilmente guidare dalla stella,
anche noi ci siamo lasciati guidare dalla preghiera, dalla Parola di
Dio e dalla meditazione.
Durante questo cammino di avvicinamento abbiamo visitato diverse
città come Monaco di Baviera e Dacau. E’ stata per me un’esperienza
molto forte visitare il campo di concentramento, camminare da un
padìglione all’altro, percorrere quei viali dove milioni e milioni
di uomini, donne e bambini hanno perso la vita. Anche il tempo, con
il suo cielo grigio, ha reso ancora più tetro quel luogo.
Affacciandomi alla finestra dei dormitori, l’unico colore che vedevo
era il grigio e tutt’intorno regnava il silenzio.
Abbiamo partecipato alla S. Messa celebrata da Don Fabio e Don Paolo
all ‘interno del campo di concentramento dove la dignità dell’uomo
era stata polverizzata, annientata. Nel giorno dell’Assunzione,
Maria ci ha ricordato che la morte è l’ultima parola dell’uomo e che
Gesù vince la morte perchè è più forte di ogni forza malvagia.
Il nostro viaggio è poi ripreso verso Norimberga, Wittemberg,
Berlino, Aquisgrana, Treviri. A Berlino ci siamo recati a vedere la
porta di Brandeburgo e quello che resta del muro: i due simboli che
per decenni hanno rappresentato la divisione tra la Germania
dell’est e dell’ovest.
Siamo cosi giunti a giovedì. Non facevo più il conto alla rovescia
con i mesi, ne con i giorni, bensì con le ore. Venerdì mattina
all’alba ci siamo svegliati fervorosi ed abbiamo preso il treno che
da Hessen ci ha portati a Koeln. Il treno era gremito di pellegrini
provenienti dal Brasile, dall’india dalla Germania e da subito la
nostra gioia è sfociata in canto ed è continuata sulla piazza del
Duomo.
Il pellegrinaggio al Reliquiario dei Re Magi conservato nella
cattedrale è stato una forma particolare di catechesi, ci siamo
soffermati in preghiera davanti ad esso. I Magi mi hanno ricordato
che l’essere pellegrini significa essere in ricerca di Dio e che è
necessario essere docili e lasciarsi guidare come loro dalla stella
all’ incontro con Dio.
Nel pomeriggio ci siamo incamminati verso i padiglioni della
Koelnmesse che durante il regime nazista fungeva da lager. Qui
abbiamo vissuto la gioia della riconciliazione con il Padre Il
padiglione era diviso in tre aree: nel primo ambiente era esposta la
Croce della GIviG, un’icona e la Bibbia ed invitava al raccoglimento
e alla preghiera nel secondo ambiente, dedicato alla
Riconciliazione, una cinquantina di sacerdoti di diverse lingue era
a disposizione per chi si voleva accostare al Sacramento;
nell’ultimo ambiente era esposto il Pane Eucaristico: un invito al
ringraziamento e all’adorazione.
Sabato mattina, muniti di zaino e sacco a pelo, abbiamo continuato
il nostro pellegrinaggio alla volta di Marienfeld. Tante volte si
parla di universalità della Chiesa, lì in mezzo a giovani
provenienti da ogni continente, ho sentito quanto è grande la Chiesa
e ho provato una gioia immensa.
All’inizio della grande veglia mi ha colpito la semplicità del Sommo
Pontefice, il suo gesto di allargare le braccia, quasi per volerci
abbracciare a uno a uno. Durante la veglia sono state portate
all'altare, assieme alla Croce della GMG, la Bibbia e l’icona di
Maria, che ci ricorda che Gesù, sulla croce, ci ha dato Sua Madre
come Madre nostra. Il Santo Padre ha ripreso poi il brano evangelico
‘E prostratisi io adorarono” (Mt. 2, 11) Nel Bambino che Maria
stringeva fra le braccia i Magi hanno riconosciuto e hanno adorato
l’atteso delle genti, così noi, oggi, possiamo adorano
nell’Eucaristia Come allora, si vela misteriosamente in un santo
silenzio, e proprio così svela il vero volto di Dio. Egli è presente
come allora in Betlemme, ci invita a quel pellegrinaggio interiore
che si chiama adorazione. Pochi istanti dopo Marienfeid è stata
illuminata da ottocentomila lumini, segno che Gesù è la luce del
mondo, la luce che illumina la nostra vita e vuole togliere dal
nostro cuore ogni tenebra. In un ostensorio a forma di sole e stato
portato sull'altare il Pane Eucaristico. L’Eucaristia — il Pane
della vita — emana una luce: è la stessa luce che i Re Magi hanno
visto a Betlemme, e come loro, anche noi ci siamo prostrati in
adorazione guardando il maxi-schermo che avevamo davanti, o volgendo
da lontano lo sguardo all’altare dove sapevamo che Gesù era presente
nell’Eucaristia.
La domenica mattina siamo stati svegliati, oltre che dalla brezza
tedesca, anche da Don Paolo che ci invitava a salutare fin
dall’aurora il nuovo giorno e a ringraziare Dio per non aver fatto
piovere lungo la notte. La GMG è terminata con la celebrazione della
S. Messa. Il monito che il Papa Benedetto XVI rilanciava nell’omelia
per quest’anno internazionale dell’Eucaristia e per la GMG dedicata
all’adorazione è: “Non lasciatevi dissuadere dal partecipare
all’Eucaristia domenicale ed aiutate anche gli altri a scoprirla”
"E’ bello che oggi, in molte culture, la domenica sia un giorno
libero o, insieme col sabato, costituisca addirittura il così detto
‘fine settimana’ libero”. Questo tempo libero, tuttavia, rimane
vuoto se non c’è Dio. E’ tempo di missionarietà: “Chi ha scoperto
Cristo deve portare altri verso di Lui”. Solo così dice il Papa, il
mondo “Mediante il vostro amore, potrà scoprire la stella che noi
seguiamo”.
Un grazie va a Don Fabio e a Suor Bertilla che hanno vissuto con noi
l’esperienza della GMG, a Don Paolo che da anni ci accompagna e
organizza per noi giovani del Decanato di Asso la settimana di
vacanza insieme dandoci la possibilità di fare sempre nuove
esperienze e conoscere realtà diverse dalla nostra
Infine un grazie anche a ciascuno di noi., perché con la nostra
presenza e voglia di stare insieme abbiamo reso ancor più speciale
la GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’. |
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Ricordando
La GMG
Come ho avuto già modo di scrivere su questo mensile, ho partecipato
a diverse Giornate Mondiali della Gioventù. Ogni giornata è stata
diversa, non solo per il luogo in cui si è celebrata, ma anche per
il momento particolare della tua vita in cui ciò avviene.
Sicuramente da tutti è stata espressa l’attesa di vedere come si
sarebbe mosso il nuovo Papa in questa GMG. In quei giorni a Colonia
mi piaceva pensare a Giovanni Paolo 11 che dalla finestra del cielo
ci guardava, sorrideva, incoraggiava e benediceva. Benedetto XVI si
è presentato giustamente con la sua personalità e il suo stile in
ogni esperienza di cambiamento la cosa importante è che ciascuno sia
se stesso, non imitando per forza chi lo ha preceduto; la gente deve
essere disponibile ad accogliere la persona per quello che è, per
quello che può dare, pur trattandosi di un Papa. Quindi è con grande
senso ecclesiale che ho visto mettersi in ascolto del nuovo Papa,
forse sobrio in alcune manifestazioni esteriori, nei due interventi,
le omelie della Veglia e della S. Messa. ha espresso chiaramente dei
punti fondamentali: l’Eucaristia domenicale, il catechismo, il
servizio al prossimo, l’appartenenza alla Chiesa locale.
Altro elemento di questa GIVIG è stata la sua celebrazione in un
contesto internazionale preoccupante a causa degli attentati
terroristici. Non dimentichiamo la strage di Londra e di Sharm Al
Sheik che ha allarmato anche le famiglie degli stessi ragazzi
partecipanti, temendo per la sicurezza di questo grande raduno di
giovani. Invece ancora una volta si è dimostrata nell’ordine e nella
convivialità dei giovani la sfida che essi lanciano di costruire un
mondo più abitabile in cui le differenze possano convivere.
L’immagine di Chiesa che uno porta a casa dopo la GMG è veramente
grande: non sei solo, o in pochi, ma in Cristo senza conoscerli.
quanti uomini e donne sono tuoi fratelli nel mondo!
Infine questa giornata è stata segnata per me dal Ministero della
Riconciliazione celebrato a Colonia. Incontrando questi giovani ho
potuto gioire nell’ascoltare la loro vita e il loro desiderio di
accogliere come ‘azia questo evento. In diverse occasioni, a partire
da questi incontri, è iniziata in diversi giovani una ricerca
vocazionale molto forte, che poi è continuata attraverso cammini
ordinari e perseveranti, fino a raggiungere il compimento
definitivo. Altre volte queste giornate hanno saputo guarire ferite
che segnavano la loro storia, aprendo velocemente scenari nuovi.
Molti ragazzi stanno imparando a guardarsi dentro e a camminare:
vogliono imparare a camminare comunque, trovandosi bene con se
stessi, nelle relazioni, con le proprie scelte. Per me prete questa
esperienza afferma ancora la volontà di accompagnare i giovani così
come ha ricordato il Papa: i giovani sono “la speranza della Chiesa
ma sono anche, nel mondo di oggi, particolarmente esposti al
pericolo di essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da
qualsiasi vento di dottrina’ (Ef 4,14). Hanno dunque bisogno di
essere aiutati a crescere e a maturare nella fede (...). Sappiamo
bene che molti di loro non sono in grado di comprendere e di
accogliere subito lutto l’insegnamento della Chiesa, ma proprio per
questo è importante risvegliare in loro l’intenzione di credere con
la Chiesa, la fiducia che questa Chiesa, animata e guidata dallo
Spirito, è il vero soggetto della fede, inserendoci nel quale
entriamo e partecipiamo nella comunione della fede. Affinché ciò
possa avvenire, i giovani devono sentirsi amati dalla Chiesa, amati
in concreto da noi Vescovi e Sacerdoti. Potranno sperimentare così
nella Chiesa l’amicizia e l’amore che ha per loro il Signore,
comprenderanno che in Cristo la verità coincide con l’amore”.
Penso che ciò che ha spinto ancora una volta tanti giovani a Colonia
è innanzi tutto la voglia di fare una esperienza a livello mondiale,
la voglia di immergersi in sapori, suoni, colori e culture di altri
continenti e di altri Stati. Ciò che ha mosso tanti giovani è quella
voglia di preghiera comunitaria, di preghiera mondiale, che ha
radunato oltre un milione di giovani. Abbiamo voluto essere
pellegrini, camminando per 12 chilometri, abbiamo voluto conoscere,
cantando e ballando con spagnoli, brasiliani, tedeschi ecc., abbiamo
voluto essere italiani distinguendoci con le nostre bandiere e con
la nostra vitalità, Colonia è stato tutto questo, la GMG è stata
tutto questo e non solo. Asso e Lasnigo erano presenti e si sono
fatte sentire.
Anche se ora Colonia è lontana, il ricordo è ancora vivo e lo
sguardo è verso Sidney.
Don Fabio |